domenica 29 gennaio 2012

Morto Scalfaro, il peggior presidente dell’Italia repubblicana

Cordiale incontro tra vecchi amici.











di Giovanni Agretti


Scalfaro nel luglio 1945 sostenne con altri due colleghi la pubblica accusa al processo che vedeva imputati per “collaborazione con il tedesco invasore” l'ex prefetto di Novara Enrico Vezzalini ed i militi  Arturo Missiato, Domenico Ricci, Salvatore Santoro, Giovanni Zeno e Raffaele Infante. Dopo tre giorni di dibattimento venne chiesta per i sei la condanna a morte, eseguita il 23 settembre successivo: i condannati non vennero uccisi alla prima maldestra raffica dell'inesperto plotone di esecuzione e sui corpi si accanì poi un gruppo di donne. In veste di pubblico ministero presso queste corti, Scalfaro ottenne un'altra condanna capitale. La condanna tuttavia non fu eseguita a causa dell'accoglimento del ricorso in cassazione del condannato Stefano Zurloappena diciannovenne. Ricorso suggerito, a quanto sostiene Scalfaro, dallo stesso Scalfaro.
Dopo una vita nella Dc, nel 2007 ha aderito al Pd che è sempre stato, nelle sue varie denominazioni, il suo vero faro politico.

Tralascio lo “scandalo Sisde” nel quale Scalfaro venne accusato di beccarsi 100 milioni al mese (dell’epoca!) e per il quale interruppe le trasmissioni televisive con un messaggio alla nazione nel quale affermò “Non ci sto!”. Questo, per sommi capi l'uomo di cui la sinistra con Napolitano in testa celebra oggi la scomparsa. Ho sempre ritenuto il “ribaltonista” Barone  Oscar Luigi Scalfaro il peggior presidente dell’Italia repubblicana ed immeritevole di una qualunque stima. Non ho cambiato opinione e la notizia della sua scomparsa, a 93 anni suonati, mi lascia del tutto indifferente.
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venerdì 27 gennaio 2012

I tedeschi sono tutti nazisti?















di Giovanni Agretti


I tedeschi sono tutti nazisti? Evidentemente, no! Come si può pensare ad una cosa del genere, è assurdo – direte voi – ed io sono ovviamente d’accordo. Non si può ragionare in questo modo. A meno che… A meno che non siate tedeschi, perché allora la cosa diventa possibile come conferma l’articolo apparso su Der Spiegel, settimanale tedesco  famoso in Italia per aver pubblicato in passato la foto di un piatto di spaghetti con dentro una pistola ed un ampio servizio all’interno in cui si spiegava che gli italiani sono tutti mafiosi. Vedete che allora non è così assurdo questo modo di ragionare, infatti Heinrich Heine scriveva: “I tedeschi sono membri di un popolo in cui nessuno è tanto pazzo da non trovare un altro più pazzo di lui che lo comprenda”.
Un caso isolato, direte voi, quello degli “spaghetti alla pistola”. Invece Der Spiegel ci riprova, dedicando la copertina (ti pareva?) alla tragedia del transatlantico Concordia e con un servizio che  riporta significativamente: “Mano sul cuore: qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano? Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?”. La conclusione appare ovvia: gli italiani sono tutti codardi come Schettino!

Il direttore del Giornale, Sallusti, risponde a tono al giornale tedesco con un pezzo al curaro intitolato “A noi Schettino, a voi Auschwitz!”. Qualcuno osserva che la reazione è esagerata e questo in parte è forse vero, ma nel contempo non si fa notare la stessa esagerazione – ben più grave – del settimanale tedesco. Lo stesso ambasciatore italiano a Berlino ha osservato, giustamente “Perché tirare in ballo l’intero popolo italiano per la colpa individuale di Schettino?”. Il perché, se lo conosco io figurarsi il nostro ambasciatore: perché da sempre i tedeschi si sentono un popolo superiore, se non una razza.

Non a caso Il Giornale per la penna di Orlando Sacchelli aggiunge velenosamenteSapete chi è il giornalista che dirige Der Spiegel? Georg Mascolo. Suo padre è nato a Castellammare di Stabia, che dista appena 14 km da Meta di Sorrento, il paese di Schettino. Insomma, pare di capire che se fosse vera la teoria teutonica, il direttore di Der Spiegel sarebbe addirittura per metà camorrista e per metà nazista.

Naturalmente noi italiani abbiamo tanti difetti e siamo i primi a sottolinearli, ma non è il caso di abbassarsi ai difetti dei tedeschi che hanno provocato disastri ben più gravi di un naufragio con 29 vittime. Resta da chiedersi cosa possano avere in testa quelli di Der Spiegel, diretto all’italo-teutonico Mascolo, nel decidere di pubblicare un articolo a sfondo razzista proprio in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria dedicato all’olocausto di sei milioni di vittime dei lager nazisti. Anche un criceto, che non brilla per intelligenza, avrebbe capito che era una cosa inopportuna. Nella foto che ripropongo si può vedere una manifestazione del coraggio tedesco. Ma stavolta sì, non ad opera di uno Schettino, ma di un intero popolo. Quello tedesco, che è ben rappresentato da Der Spiegel.

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Oggi giorno della memoria


 
In questa immagine
tutto l'orrore del nazismo.
Oggi è il Giorno della Memoria.
Per non dimenticare.

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domenica 22 gennaio 2012

Al Giglio è naufragata anche l’informazione italiana












di Giovanni Agretti


Ora sappiamo anche noi quello che milioni di crocieristi di tutto il mondo sanno da sempre: era abitudine consolidata di tutte le Compagnie quella del cosiddetto “inchino” che consiste per una nave da crociera nel passare vicino alle isole o alle coste, per una specie di saluto che è anche una attrazione per i passeggeri che si stancano di vedere solo mare deserto attorno a loro. Ciò detto, questa abitudine consolidata non significa che le navi, per far divertire i passeggeri debbano andare a schiantarsi sugli scogli di qualche isola. Significa solo avvicinarsi per quanto possibile alla costa, mantenendo però una distanza di sicurezza che consenta una vista spettacolare senza mettere a repentaglio la nave e la vita dei passeggeri.
Sembra ovvio dirlo, ma risponde anche a Schettino, il comandante che ha portato la Concordia a naufragare sugli scogli dell’Isola del Giglio il quale ha dichiarato che il cosiddetto “inchino” gli era stato raccomandato della Costa Crociere. Questa dichiarazione sembra confermare la disistima generale che pesa su questo uomo che, con la sua condotta spericolata ed il suo abbandono della nave, ha dato un pessimo esempio di sé e dell’immagine dell’Italia nel mondo. La Costa nega, ma anche fosse vero il suggerimento, appare evidente anche ad uno sprovveduto che mai gli avrebbe chiesto di avvicinarsi tanto alla costa da mettere in pericolo una nave che vale 450milioni di dollari, per non parlare della vita di 4mila persone che erano a bordo. Le colpe di Schettino appaiono non smentibili e non smentite.

Infine una nota di costume. La televisione ora critica i numerosi “turisti dell’orrore” che da tutta Italia accorrono all’Isola del Giglio per vedere da vicino il gigante arenato, sentire i famigliari delle vittime ed osservare i lavori che fervono alla ricerca di dispersi. Sono ormai dieci giorni che su ogni canale televisivo, ad ogni ora del giorno e della notte, scorrono a ritmo ossessivo le immagini del disastro, con talk show dedicati interamente all’avvenimento con un accanimento isterico tipico dell’informazione in Italia. La televisione, in quanto a sciacallaggio, non è assolutamente meglio dei “turisti dell’orrore” ma ne è semmai la madre degenere, indegna ora di dare lezioni di morale. Quella morale che non ha e che non ha mai avuto, come ha dimostrato in occasione di questo tragico avvenimento.

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La Lega spara. A vuoto.










di Giovanni Agretti

Bossi oggi in piazza a Milano ha invitato Berlusconi a staccare la spina al governo Monti, da lui ritenuto la fonte di tutti i mali. Ma come? Non è lo stesso Bossi che appena un mese fa durante le giornaliere rotture di testicoli a Berlusconi non mancava mai di aggiungere minacciosamente “…le elezioni si faranno quando lo diciamo noi!”?

E’ lo stesso della “secessiùn” che non arriverà mai?  E’ lo stesso del falso ministero al Nord costituito da una stanza vuota e senza nemmeno il cesso? E’ lo stesso del Parlamento della Padania buono solo per pochi allocchi bergamaschi che credono a queste menate?

Se è lo stesso di tutte queste fanfaronate, qualcuno gli dica che si andrà ad elezioni solo quando lo deciderà chi conta veramente in Italia e la secessione, se mai ci sarà, la faranno i siciliani non i leghisti con le loro fanfaronate. La Lega da sola può solo fare il rumore delle parole, cioè nulla.

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sabato 21 gennaio 2012

Monti e Napolitano “desparecidos”










di Giovanni Agretti


Il comandante Schettino all’ufficiale che gli intimava di risalire a bordo e seguire lo sgombero della nave da parte dei passeggeri, rispose che lui “era già sul posto”. Vero. Era al sicuro su uno scoglio da dove seguiva le operazioni ed ora si è chiuso in casa sprangando le porte. Anche Monti e Napolitano seguono l’evolversi di questa tragedia. Da Roma, da dove non si muovono per non correre rischi di contestazioni.
Monti sarà pure un tecnico, ma a chi scrive sembra anche un perfetto politico, più cauto ed avveduto persino dello stesso Berlusconi che pure ormai un po’ di esperienza dovrebbe essersela fatta, anche se inutilmente. Ricordate quante volte è andato all’Aquila per i soccorsi? In cambio ha ricevuto sempre nuove pressanti richieste, talune impossibili come ricostruire il centro della città in poco tempo e, come non bastasse, insulti e contestazioni. Hanno smesso solo quando non è più andato e le autorità locali si sono arenate per incapacità, pur avendo a disposizione i capitali necessari per la ricostruzione. Ma per loro niente fischi, chissà perché. Stessa cosa a Napoli. Li ha tirati fuori dalla m…a che da sempre fa parte del paesaggio della città, ma che era arrivata ormai alla gola, pronubi la Jervolino e Bassolino. In cambio solo contestazioni violente con automezzi dati alle fiamme, tricolore bruciato per restare in tema e intralci alle operazioni di ripulitura.

Monti, ammettiamolo, è decisamente più avveduto. Non si fa mai vedere. Decide senza alcuna “concertazione”, non riceve sindacati e rappresentanti di categoria e meno ancora si reca all’Isola del Giglio per portare il conforto e promettere aiuti del Governo. In cambio? Qualche mugugno, ma poi se lo dimenticano subito con quel suo loden mimetico. Napolitano, che non manca mai di commentare e dare consigli non richiesti anche sulle cose più futili, tace. Sulla tragedia della Concordia si è fatto di nebbia perché non c’è nulla da guadagnare, né politicamente e neppure come ritorno d’immagine, quindi meglio restare nell’immenso palazzo servito da centinaia di dipendenti.

Bravi, così si fa! Berlusconi, nel caso ritornasse sul ponte di comando impari a starsene zitto, a farsi vedere poco, disfarsi del telefonino ed a fregarsene in caso di tragedie: avrà tutto da guadagnarci, come il duo Monti-Napolitano insegna. Anche se io, per quel poco che lo conosco ci conterei poco.

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venerdì 13 gennaio 2012

La Francia perde la tripla AAA. Parola di Standard & Poor’s








di Giovanni Agretti


Togliamoci subito il boccone dal gozzo ed ammettiamolo: il calcio da far crollare la volta palatale agli spocchiosi e sciovinisti  “cugini” francesi, in fondo non ci dispiace del tutto. Dice: ma pare che declasseranno pure l’Italia. E con questo? Noi italiani abbiamo molti difetti, ma abbiamo un pregio che nessun altro Paese può vantare: siamo i primi a “declassarci” da soli, a criticarci aspramente quasi con piacere e sul web non è difficile trovare branchi di falliti nullafacenti o semplici imbecilli che ad ogni piè sospinto “si vergognano di essere italiani” per i motivi più insulsi. Insomma declassarci è non solo stupido perché abbiamo il secondo risparmio per famiglie del mondo, deteniamo più riserve di oro di ogni altro Paese europeo ed il nostro debito pubblico rispetto a quello del 900 per cento degli inglesi non appare come una tragedia. Insomma, noi ci declassiamo da soli, S&P si rilassi.
Tuttavia i nostri “cugini” d’Oltralpe (ma non chiamateli così però, non ci tengono!)sono diversi da noi. Molto diversi da noi. E non in peggio. Conoscendoli per lunga frequentazione sono sicuro che S&P verrà attaccata duramente e che faranno notare come questa agenzie americane, dove guarda caso è nata la crisi che stiamo attraversando e che oltre a dare giudizi speculano anche in Borsa per conto proprio o dei loro clienti. Se voi foste un grande finanziere e diffondeste notizie allarmistiche per poi avvantaggiarvene giocando al ribasso, finireste il galera per aggiotaggio. Le agenzie di rating, per una delle tante anomalie che regolano il mondo finanziario, invece non solo sono autorizzate a farlo, ma è addirittura la loro mission.
Non so francamente dire cosa succederà. Ma una cosa la so: gli italiani non hanno mai fatto una rivoluzione in tutta la loro lunga storia. I francesi invece hanno fatto una rivoluzione che ha cambiato la storia del mondo. Ora, tanto per dire, hanno davanti solo la Standard & Poor’s. Come dicevo, un pochino li conosco: sapranno far sentire la loro voce ai sordidi speculatori di S&P e non è detto che anche essi non subiscano qualche perdita con un rating più basso. Non dimentichiamo che la Francia non ha avuto solo Napoleone, ma anche un generale come Ferdinand Foch che diceva: “Il mio centro cede, l'ala destra è in ritirata: situazione eccellente. Attaccherò”. Noi abbiamo avuto solo il Maresciallo Badoglio. Non so se si nota la differenza.
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