mercoledì 28 novembre 2007

La vittoria di Prodi

Sono mesi che tutti noi, e non solo Berlusconi, urlacchiamo “Ora cade!” Quante volte è stato ripetuto? Tante, troppe volte. Invece Prodi resiste. Anzi, vince. Anzi, stravince. Ancora di più, sta ridicolizzando tutti, avversari ed alleati, giornali, opinione pubblica e persino sé stesso. I più colpiti sono stati Berlusconi e Bertinotti a cui si potrebbe aggiungere Diliberto, che però, malgrado sia odioso, ha il pregio, che gli riconosco, di non essere nessuno.

Berlusconi, per non cadere nel ridicolo, ha addirittura dovuto fondare un partito in tutta fretta. Lo ha fatto a sorpresa, anche se oggi tutti dicono che l’avevano previsto e però mentre lo dicevano, erano traditi dagli occhi pallati dalla sorpresa. Con effetto “domino” ci sono state poi le sortite esilaranti di Casini e Fini che hanno stilato un documento congiunto per dichiarare, che salvo cose già dette dal Vaticano, non sono d’accordo su nulla e per questo si univano contro Berlusconi.

Per non parlare di Bertinotti, il quale, con il suo parlare blasé suscitava l’ammirazione delle damazze romane e milanesi e che era un invitato d’obbligo nei Porta a Porta e perché dava un tono chic alla trasmissione con i suoi cachemirini, il porta-occhiali in pelle, le cravatte griffatissime e che non interrompeva mai l’interlocutore, era gentile e chiaro, anche se diceva cose deliranti che la storia ha condannato da decenni e nessun Paese avanzato accetterebbe. Vi ricordate quando fu proprio Bertinotti ad affondare Prodi? Ora la vendetta si è consumata, secondo Cossiga, che ha dichiarato “E’ semplicemente sublime come Romano Prodi sta prendendo per il c..o Rifondazione comunista”.

La situazione creata da Prodi è di una stupidità indiscutibile rischiarata solo di tanto in tanto da lampi di autentica imbecillità, per questo è geniale! Ha talmente compromesso ogni parvenza di serietà o di prestigio degli alleati che ora sanno benissimo che in caso di elezioni, a causa della dissennata conduzione di Prodi, perderanno a mani basse. Ma non basta. Il danno politico arrecato agli alleati è talmente epocale e irreversibile che essi sanno che è impensabile un loro ritorno al potere. Quindi sono costretti a far galleggiare Prodi, perché loro sarebbero i primi ad affondare, non lui che non ha nemmeno un partito!

La disastrosa amministrazione dell’esecutivo guidato da Prodi, affiancato da un numero record di ministri, viceministri e sottosegretari, la cui costosa inefficienza è ormai un must, ha inoltre scosso dalle fondamenta persino la CdL perché, checchè ne dica Berlusconi i coglioni non sono tutti dall’altra parte, come hanno dimostrato le cronache di questi giorni. Anzi: su Berlusconi ed i suoi coglioni, intesi come alleati, intendo ritornarci, che sia chiaro!

Io non credo che questo impiego, francamente geniale, delle proprie indiscutibili e provate incapacità, siano state progettate consapevolmente da Prodi. Sarebbe un controsenso, non avendone, a mio avviso, la necessaria intelligenza come prova il suo operato. Io credo che sia solo il frutto della sua furbizia e del caso. “Anche per i più grandi uomini di stato fare politica vuol dire improvvisare e sperare nella fortuna”. Lo diceva Friedrich Nietzsche, mica Celentano o Grillo, tanto per dire.

Ora tutti sperano in Veltroni, per il quale Prodi è chiaramente una palla al piede. Parliamoci chiaro: se lo so io e lo sapete voi, lo sanno anche loro. Se vi sembra un concetto complicato, lo semplifico: chiunque, persino Follini lo capirebbe!

Io temo però che anche Veltroni rischi grosso. Da un lato, se tarda a trovare l’accordo con l’opposizione per una nuova legge elettorale, Prodi potrebbe trascinarlo a fondo con lui. Dall’altro lato, se accelera. Prodi potrebbe mettersi di traverso e salire sulle barricate con Bertinotti, Diliberto, Poadoa Schioppa, la Menapace e così via che avrebbero dalla loro la forza della disperazione, da non sottovalutare. Lo avete notato, vero? Comunque vada, a Prodi va sempre bene perché lui mette sempre a repentaglio il culo degli altri!

Qualcuno di voi, da incosciente, forse sorride, ma Prodi ha affondato tutti e – un merito storico che gli va riconosciuto – ha sputtanato irreversibilmente il comunismo italiano che una volta era il maggiore dell’occidente avanzato. D’accordo, ora Prodi galleggia, abbarbicato ai pezzi di relitti di alleati ed avversari disseminati attorno a lui dopo aver affondato praticamente l’Italia, così come la conoscevamo.

In conclusione, io mi sono formato la convinzione che Prodi porti un po’ sfiga, per questo ho scritto questo articolo con una mano sola mentre l’altra la tenevo impegnata altrove, per scaramanzia! Voi fate come volete, ma secondo me c’è poco da ridere, con Prodi. Berlusconi, tra i tanti errori, aveva ritenuto i coglioni autentici soggetti politici. Falso! Però come "portasfortuna"
potrebbero avere un avvenire. O no?

venerdì 23 novembre 2007

Fini e Casini insieme? Che carini! Fanno tenerezza…



La notizia è di quelle ghiotte da leccarsi… le orecchie, come direbbe Greggio. Eccola, breve e “circoncisa” come dicono nelle sezioni Ds bolognesi che ultimamente non cambiano neppure più le insegne a causa dei continui mutamenti di nome che hanno ridotto sul lastrico alcune sezioni a causa delle continue insegne da sostituire.

Eccola la notizia: “FINI E CASINI INSIEME: “SERVONO PROGETTI” La gravità della situazione italiana impone di elaborare progetti che nulla hanno a che fare con le improvvisazioni propagandistiche, né con estemporanee sortite populistiche".In una nota congiunta,Fini e Casini,tornano a criticare il Ppl annunciato da Berlusconi. "Abbiamo idee diverse sulla riforma elettorale ma comune consapevolezza che, solo partendo dai problemi degli italiani (sicurezza, giustizia sociale, modernizzazione, fisco) sarà possibile creare un'alternativa credibile al fallimentare governo della sinistra"."Il rispetto per il popolo del centro e della destra,rappresentati da Udc e An, ci obbliga al dovere della verità".

Ora, amici, vedete di seguire il mio ragionamento e se sbaglio ditemelo!
Fini e Casini cominciano bene la loro unione ammettendo “Abbiamo idee diverse sulla riforma elettorale”. Solo questo? Pinzillacchere. Che tenerezza! Che carini che sono!

Ora non andiamo subito al sodo. Gustiamoci un intermezzo. Quanti sono quelli che si sono messi di traverso a Berlusconi? Tanti, pullulano persino! Prendiamo Vittorio Cecchi Gori. Il padre Mario, saputo dell'imminente matrimonio tra il figliolo Vittorio e la sventolona Rita Rusic (nota ai cinefili per l'interpretazione della signora Attila e ai cinofili per l'interpretazione e basta), convocò il figlio per dirgli: "Vittorio, al mondo ci sono due categorie di donne: quelle da portare a letto e quelle da portare all'altare. Diciamo che tu stai sposando quella sbagliata". E prima di morire, raccomandò al figlio “Non metterti mai contro Berlusconi! Mai! Sei troppo stupido…”. Lui però lo fece ed il, resto lo sapete.

In questo, Fini e Casini sono stati più, non dico intelligenti, ma più avveduti. Fini per ora ha solo messo incinta una starletta un po’ navigata ma non l’ha sposata, Casini la sua l’ha sposata ma lei è seria e miliardaria ed il papà (di lei intendo…) ha voluto la separazione dei beni: ‘nsi sa mai!.

Questa la nota sexy per quelli di voi che seguono “L’Isola del famosi” altrimenti non mi leggono, perché si annoiano ed allora cerco di allettarli con cose al loro livello. Che devo fare?

Passiamo a cose più serie. Indro Montanelli. Il vecchio mito era un monarchico convinto, per questo fu definito un fascista dai sinistri e, negli ultimi disgraziati anni, una icona delle sinistra antiberlusconiana.

La storia sarebbe un po’ lunga ed io detesto annoiare. In sintesi. Berlusconi visitò e arringò la redazione del Giornale in assenza del vecchio Montanelli. Una cialtronata. Un giornale non è una pizzeria, ed anche se lui pagava qualche miliardo all’anno per leggere cosa scriveva Montanelli e pagare le querele e anche se il giornale perdeva sangue a catinelle con tirature lontanissime da quelle di oggi e che solo i vari Maurizio Belpietro hanno raggiunto, il suo fu uno sgarbo incancellabile. Montanelli prese cappello e se ne andò affermando “Il Giornale è di Berlusconi, ma i lettori sono miei!”. Sbagliato! I lettori restarono dove erano ed il vecchio Cilindro affondò perdendo “La Voce” e terminò la carriera con una rubrica sul Corrierone. Colgo l’occasione per ricordare che Cilindro era il vero nome di Montanelli: non vorrei che qualche imbecille (anche se mi assicurano non esserci qui…) la scambiasse per una battuta di spirito.

E’ questo ultimo esempio che mi ha ricordato la battuta di Berlusconi che in risposta agli ukase di Casini e Fini ha commentato stasera “Si tengano pure i progetti, noi ci teniamo gli elettori….”.

Fini e Casini ridevano in tv. Forse non si rendono conto…

Quello che intendo dire, in buona sostanza, è questo: nessuno in questi anni è mai andato fallito per avere sottovalutato l'intelligenza di Fini e Casini. Qualcuno per avere sottovalutato Berlusconi, invece sì.


Provatemi il contrario, se ci riuscite!

La politica italiana è talvolta incomprensibile. Ecco perché.



Siamo uno dei popoli più studiati al mondo attraverso “indagini motivazionali” per dare finalmente una risposta alla domanda: ma cosa vogliono gli italiani, in definitiva? Le risposte le hanno date in tanti, diverse tra loro, qualcuna decisamente balzana, per cui non vedo alcun motivo ragionevole per non proporre anche la mia opinione.

Io credo che gli italiani, oppressi da tanti problemi specie economici, non abbiano alcuna voglia e neppure tempo per cercare di capire la politica italiana, i politici e con loro tutto un mondo che appare un po’ incomprensibile. Insomma vorrebbero che qualcuno si occupasse della cosa pubblica, cercando di rubare il meno possibile e senza sbucare dal teleschermo ogni sera, proprio al momento del desinare spesso l’unico momento di serenità coi propri cari, con proposte incomprensibili.

Molti si sentono in colpa per non riuscire a capire la politica italiana, ma sbagliano. Spesso non c’è nulla da capire ed io credo (ma non sono il solo) che la percentuale di imbecilli tra i nostri deputati sia tra le più alte al mondo, primato insidiato solo dal Venezuela di Chavez.

Alla presidenza delle due Camere abbiamo, ad esempio, due che per definizione hanno fatto carriera sul lavoro altrui, non avendo mai avuto un lavoro proprio o creato da loro? Per quale motivo ex terroristi lavorano alla Camera e c’è chi propone di intestare una sala a un tizio che voleva spaccare la testa ad un carabiniere utilizzando un estintore? Perché si voleva dare alla Menapace, una vecchia che ha la stesss lucidità di una graffatrice industriale, la presidenza della Commissione Difesa in un momento in cui sembriamo sempre sull’orlo della Terza Guerra Mondiale e lei invece voleva fottere le Frecce Tricolori perché “inquinano” coi loro fumi colorati ed un suo compagno di partito vuole portare in Italia la mummia di Lenin che sta sui maroni persino ai russi?

Certo, qualcuno si chiederà, ma tutti gli spostati che hai nominato sono di sinistra, come lo spieghi? Il motivo è talmente semplice che mi vergogno quasi a dirlo: se non avessimo avuto in Italia il più forte partito comunista tra i Paesi avanzati, gli svizzeri emigrerebbero da noi per un posto di lavoro anche umile, purchè stabile!

Oggi in molti abbiamo esultato, chi per la nascita del Pd di Veltroni che ha dichiarato fieramente “io non ho nulla a nessuno da difendere!”. Altri sono entusiasti per la nascita del Partito delle Libertà dell’Amor nostro per cui finalmente non avremo più tra i piedi Casini ex figlioccio di Forlani ora dedito ai servizi sociali (Forlani intendo, per ora non Casini…). E non avremo più neppure Gianfighetta Fini che si crede intelligente e poi, unico, mette incinta una tizia un pochino navigata, come un pollo qualunque.

Amici, qualcuno deve dirvi che le vostre speranze sono vane.Tra poco Veltroni dialogherà anche coi comunisti compagni di strada e Berlusconi cercherà di ricucire con chi gli romperà nuovamente gli zebedei e tutto ricomincerà da capo! Lo so, è una brutta notizia. D’altronde nulla di nuovo anche in questo caso. Jonathan Swift diceva “Quando si tratta di pronosticare una sventura, nessun nemico è mai all'altezza di un amico”. Ed io chi sono, se non un vostro amico?

Certo, testardi come siete vi chiederete: ma perché tutto questo?

Ed allora forte della mia preparazione politica, della mia padronanza del lessico italiano, della straordinaria conoscenza in tema di comunicazione del pensiero umano, ebbene dicevo, forte di tutto questo, eccovi la mia risposta esaustiva: perché sì!

martedì 20 novembre 2007

“The Day After”



Dopo l’esplosione dell’annuncio dato da Berlusconi abbarbicato alla sua auto in mezzo alla folla festante di Piazza San Babila a Milano dove ha colto il primo, ed a mio avviso incredibile successo, distraendo i ricchi milanesi dallo shopping. Piazza San Babila, ma vi rendete conto? Se la risposta è no, non siete mai stati a Milano e non potete capire…

Dopo questa deflagrazione, che ha lasciato di stucco osservatori politici, i politici stessi, i media e persino i suoi amici più vicini, ora siamo al giorno dopo. E persino il vostro modesto pennivendolo ha urlacchiato un liberatorio “Siiiiiiiiiii !!!” spaventando qualche vicino che ha subito acceso la Tv per riflesso condizionato, pensando che giocasse la nazionale di calcio.

Bene, ora ci siamo ricomposti e possiamo provare ad ostentare il consueto fair play e parlare serenamente dell’evento. Liquidiamo subito i precedenti. In cinque anni di governo il Silvio ha dovuto subire ricatti più o meno larvati, rimproveri, ostacoli e richieste di cambiamenti di indirizzo da parte dei due alleati Casini e Fini, rinunciando a riforme importanti che erano state promesse.

Casini, onore al merito, si era smarcato da tempo e cioè da quando non era più stato riconfermato presidente della Camera a causa dell’esito delle elezioni che la sinistra non ha mai vinto, ma governa lo stesso.

Fini invece non ha mai nascosto di trovare insopportabile il Cavaliere. Avrà i suoi motivi, ma so che Fini trova tutti insopportabili, salvo sé stesso e la sua fidanzata. Quella attuale, intendo, rimasta leggermente incinta. E quando “Striscia” si è permessa di fare dello spirito, a nulla sono valse le giustificazioni del Silvio. Secondo Fini il Silvio aveva perso non riuscendo a mandare a casa Prodi ed ora lo sbeffeggiava e per uno che in fondo è rimasto tutto d’un fascio come Fini, l’urna era colma e minacciava che al passaggio della Legge Gentiloni gliel’avrebbe fatta pagare cara.

La risposta la sapete. Il Silvio ha tirato via la tovaglia coi commensali che ancora si succhiavano un po’ di frizzantino, ha aperto la porta ed invitato tutti ad uscire al freddo di questo gelido novembre. “Ora preparo un nuovo menù, nuovi servizi, nuovi camerieri, nuovi cuochi. E cambio anche l’insegna. Chi vuole ritornare, ritorni. Chi non vuole ritornare, non ritorni”.

Alcune risposte sono state ridicole. Fini per primo: “Io non ci sto”. Va bene, ma chi lo ha invitato? Rispondere ad un invito non fatto è un po’ da fessacchiotto, ma Fini è fatto così.

Un’altra risposta curiosa è stata quella di un “peones” dei Ds “Ha solo cambiato nome e basta”. Detto da uno del Pci-Pc-Pds-Ds-Ulivo-Unione-Pd ha fatto tenerezza e quasi malinconia per la vecchia politica, così stupida e prevedibile.

Gennaro Malgieri, consigliere Rai di An ha scritto su “Libero” che “Neppure le bocciofile si mettono su così. Figuriamoci i partiti politici. Silvio Berlusconi ha perso una buona occasione per mostrarsi ciò a cui tiene di più: un leader moderato”. Il Malgieri dimentica che Silvio ha già fatto un partito in questo modo, dimentica che lui e Fini lo sfottevano e dimentica che tra poco se ne dovrà andare a casa assieme a tutti gli altri del CdA Rai, il più vergognoso mai visto nella storia della televisione nazionale.

Allegro e vivace come sempre Rocco Buttiglione che ha dichiarato “Nel nuovo partito non ci entriamo”. E un chissenefrega, non ce lo mettiamo?

Oggi, dopo le macerie, si ricomincia da capo. La magistratura si farà sentire, il partito di plastica, non si fa così in politica. Tutto giusto.

Ma intanto ora tutti ammettono che si dovrà fare i conti con questo nuovo soggetto politico. Lo stagno di acque ferme della vecchia politica ora si agita. La prima volta erano in molti a sorridere. Ora sono meno.

Qualcuno sostiene che Berlusconi è un po’ matto. Forse si, ma non è certo scemo. Non so se si nota la differenza. Anzi, io credo che Berlusconi abbia capito che per resistere nella politica italiana devi essere per forza matto. Se no, impazzisci.

domenica 18 novembre 2007

Silvio e Walter santi subito? Eh no! Prima i miracoli…


Berlusconi, dopo la Finanziaria, è stato attaccato senza mezzi termini anche dai suoi stessi alleati. L’accusa? Aver sostenuto la famosa “spallata” al governo Prodi al momento del voto per la Finanziaria, che poi non c’è stata. La storia della “spallata” è stata inventata dalla sinistra e sfido chiunque a trovare una sua dichiarazione, intervista, commento in cui usi il termine “spallata”: non c’è! Il Silvio ha sempre parlato di “implosione”, un concetto diverso. Come altro definire gli sputi in faccia, sia pure metaforici ma non meno violenti, che Lamberto Dini e Willer Bordon hanno lanciato a Prodi nel buttargli il tozzo di pane dei loro voti e definendolodavanti al Senato al gran completo, ormai sorpassato e inadeguato?

Da tempo ormai Casini e Fini ogni volta che se ne presenta l’occasione, non mancano di attaccare Berlusconi. A loro, in fondo giovani e aitanti, si è aggiunto persino Bossi che ha sentenziato “Che errore averlo seguito!” Per chi è solo un osservatore e non un politico di professione, quindi con sentimenti ancora umani, questo gesto nel momento in cui Berlusconi sembrava in difficoltà, da parte di chi quando era una larva fiaccato dal male, ha ricevuto soldi, aiuto, cliniche famose ed amicizia, ha fornito la conferma del livello dell’uomo che può accontentare solo un elettorato di bocca buona come lui.

Curiosamente avevo scritto in quei giorni appena che proprio perché questi tre personaggi lo ritenevano in pratica finito, come Fini che ha dichiarato “…ora voltiamo pagina” ebbene proprio per questo io ritenevo invece che fosse l’esatto contrario. Insomma proprio per la loro pochezza politica, io avevo ritrovato fiducia in Berlusconi scrivendo “Berlusconi ci ha abituati a colpi di scena quando meno ce l’aspettavamo. La rivincita va bene, ma da sola non basta. I suoi estimatori ci contano e d’altronde non mi pare che ci siano altre alternative, a meno di non prendere in considerazione un Casini o un Fini, cosa che mi pare quantomeno stravagante e impraticabile. Sarebbe come tentare di scrivere su entrambi i lati del foglio nello stesso tempo. Io credo che sia impossibile rimediare a tutto questo, anche per Berlusconi. Per questo, ci credo.”
Stasera su tutti i tg la conferma, con la mossa a sorpresa: Berlusconi fonda un nuovo partito, si slega da tutti i rapporti come in effetti mira a fare anche Walter Veltroni per la sua area politica ed apre uno spiraglio, per ora piccolissimo, ma diretto con il leader del Pd. Prodi dal canto suo, svilito ed ormai ingombrante sulla sua traballante poltrona di premier dice “Io e Veltroni chiediamo di poter fare le riforme ed una nuova legge elettorale: il Paese ne ha bisogno come il pane!”. Ora, a parte che il pane è il cibo che ha subito i maggiori aumenti sotto il suo governo, per il resto ha ragione. Salvo un piccolo particolare: Veltroni ha già dichiarato che lui non ha nessuna posizione da difendere, nessun obbligo. Nemmeno Prodi, pare di capire, quindi quel “noi”appare quanto meno pleonastico.

Il Silvio, con la mossa del suo nascente Partito Popolare della Libertà, rimarca la stessa cosa: non ho più nessuna posizione da difendere. E lo ha detto chiaro e tondo dichiarando alle agenzie “La gente ci chiede di essere uniti per fronteggiare la sinistra - ha continuato - e per questo diamo vita a una nuova formazione politica, diamo vita oggi stesso, ne ho parlato con i responsabili politici. Lo vogliono tutti i cittadini, i milioni di persone che hanno firmato ai nostri gazebo, persone che sono per la metà di Forza Italia e per la metà di altri partiti, persone e che vogliono stare insieme. Forza Italia è un nome che ha contato - ha rilevato Berlusconi - ma si scioglierà nella nuova formazione". La nuova iniziativa verrà presentata "probabilmente domani”.
Questo ha sparigliato le carte nello stagno della politica italiana, specie i piccoli partitini che hanno capito l’antifona e sono in fibrillazione.

Spero di non sbagliare, ma temo che i Mastella, gli Amato, i Diliberto, i Di Pietro, ed altri che rappresentavano solo sé stessi, ma con potere di veto da sinistra da un lato, ed anche il Casini presidente della Camera e il Fini ministro degli esteri, temo che avranno poche probabilità di ritornare su poltrone in cui qualcun altro li aveva messi. Hanno confuso l’alto incarico con la loro piccola statura politica.
Nell’articolo riportato sotto ho titolato “Una poltrona per due” e certo di due si confronteranno, dominando la scena. Non a caso Veltroni ha già criticato la nuova iniziativa del Cavaliere: buon segno.

Con Veltroni e Berlusconi spero di vedere qualcosa di nuovo, dove i partiti fatti nella cucina di casa e che in nome della esigenza di visibilità, del loro potere di veto e interdizione, se ne vadano finalmente a quel paese, insieme al loro sifilitico elettorato.

Io ci spero. Certo, non voglio dare l’impressione di sostenere “Silvio e Walter, santi subito”. Prima dovranno fare qualche miracolo. Però il fatto che i piccoli leader, dei minuscoli partiti, con un microscopico elettorato stiano pregando “Dio onnipotente, fai che due per due non faccia quattro” mi sembra molto significativo. A me sembra già un piccolo miracolo.

A voi no?

venerdì 16 novembre 2007

Una poltrona per due


Nel suo editoriale su Panorama in edicola oggi, Maurizio Belpietro scrive ciò che io avevo riportato due giorni fa. Non lo dico per vantarmi, ma solo per sottolineare la prevedibilità della situazione politica di oggi, che qualcuno vorrebbe complicata, invece è solo disastrosa. Sembra uguale, ma non è.

Tuttavia nel panorama politico c’è qualcosa di nuovo che merita di essere commentato.
Che Berlusconi sia stato lasciato solo nel tentativo di dare la spallata a questo governo è cosa sotto gli occhi di tutti. E Berlusconi non ha mancato di sottolinearlo, e gli “alleati” non hanno smentito nulla, anzi.Niente di nuovo anche in questo caso. Casini, Fini e persino Maroni per la Lega, hanno strizzato l’occhio a Walter Veltroni in questi giorni, dichiarando più o meno apertamente una disponibilità al dialogo e forse qualcosa di più. Lo abbiamo “sentito con i nostri occhi” come direbbe Di Pietro nel suo simpatico lessico italo-molisano.

Che Fini coltivi antipatia per l’alleato è cosa nota e che nutra ambizioni di leadership politica è legittimo, anche se ben pochi lo accreditano di una qualche credibilità. Pierferdinando Casini tutto sommato è apparso il più leale dei due, rispetto a Fini: non ha mai nascosto di volersi smarcare dall’abbraccio soffocante, secondo lui, di Berlusconi e lo ha detto chiaro e tondo, in ogni sede. La sua aspirazione è quella di creare una coalizione di Centro assieme a Mastella e qualche transfugo della Margherita.

Maroni e la Lega aspettano che qualcuno butti un osso sotto la tavola del potere, poi si vedrà.

Le ambizioni di Casini e Fini fanno per ora sembrano riscuotere più consensi tra gli oppositori che vedono di buon occhio naturalmente i dissapori tra avversari, mentre tra i loro elettori sembra prevalere la sfiducia, visto il calo di consensi. Incapaci di costruire una qualunque ipotesi politica di ampio respiro, essi hanno tuttavia la straordinaria capacità di demolire quello che fanno gli altri. Naturalmente sono in buona compagnia con i vari Mastella, Dini, Diliberto, Padoa Schioppa, Bertinotti, Rutelli e così via, che pur nella loro assoluta diversità politica hanno tuttavia una cosa in comune: saranno pure dei buoni a nulla, ma sono capaci di tutto, come diceva Longanesi.

Lamberto Dini e Willer Bordon hanno votato la finanziaria, ma prendendosi il gusto di sputare simbolicamente in faccia a Prodi, in pieno Parlamento. Cosa che a Prodi non fa né caldo né freddo. Prodi non è uno banale, tutt'altro. La sua riconosciuta incapacità non è una cosa qualunque: è una incapacità ingegnosa e lui ci ha costruito tutta la sua carriera dall'Iri sino ad oggi e portando l'incapacità a livelli di assoluto primato. Questo gli consente oggi di ridere e festeggiare di fronte alle telecamere, pur sapendo di godere non solo del disprezzo degli alleati, ma ormai anche di una parte consistente dell’opinione pubblica italiana. Tuttavia, a parte l'incarico, Prodi non è più nulla.

Oggi sulla scena politica ci sono solo due uomini: Veltroni e Berlusconi. Gli altri sono solo comparse.

Veltroni prima incontra Prodi, ormai destituito di ogni credibilità ma che rimane sulla poltrona di premier come un cappello, messo lì simbolicamente, per tenere il posto. Poi invita Berlusconi al dialogo “per varare una nuova stagione politica” e rimarca che “si possono fare le riforme nel 2008”. Per quanto riguarda Prodi, Veltroni ci ha tenuto a sottolineare che “non ho posizioni da difendere”. E, almeno per ora, non sembra molto interessato alle strizzatine d’occhio di qualche esponente di centrodestra, qualcuno con un passato da autentico magliaro, altri con una tradizione di voltagabbana e inaffidabilità coltivata negli anni. A lui interessa Berlusconi.

Berlusconi, per ora non deflette, in linea col suo carattere. Nei giorni 16-17-18 Novembre ha mobilitato le sue truppe per raccogliere le firme per mandare a casa Prodi e non perde occasione per affermare di essere stato “l’unico a mobilitarsi per dare voce alla volontà degli italiani e boccia l’ipotesi veltroniana di un governo istituzionale o di transizione, che sarebbe solo un espediente per rinviare il giudizio degli elettori”.

Queste sono le posizioni ad oggi, ma come ha detto qualcuno “in politica una settimana è un mucchio di tempo”. E quindi vedremo.

Io credo che si proseguirà con la tecnica del logoramento e Fini, Casini e ci aggiungo anche Maroni, dubito che da questo logoramento traggano vantaggi. Il logoramento è una tecnica che ha dimostrato di funzionare egregiamente, perché ha già fatto una vittima: Prodi.

Ed anche io, se devo essere sincero, ultimamente non è che mi senta poi tanto bene…



mercoledì 14 novembre 2007

Berlusconi? Io ci credo!



“Prodi cadrà la seconda settimana di novembre, ossia sulla Finanziaria. Dopo la caduta di Prodi non c'è nessun governo tecnico o istituzionale. Sono sicuro anche per quanto riguarda la condotta dei miei alleati. Se facessero altrimenti non perderebbero solo la faccia ma anche i loro partiti» ha spiegato ancora Berlusconi.

Siamo alle solite. Inutile dire che da parte di esponenti della sinistra si fanno battute, risolini, commenti sul fatto che Berlusconi sia in fondo un sempliciotto, anche se hanno già preso calci in bocca da far crollare la volta palatale, ci riprovano sempre. Aggiungono che “…se sbaglia previsione la sua carriera politica è finita e Forza Italia crollerà”. Insomma, dicono, Berlusconi è sotto schiaffo. E perché? Perché ha sbagliato previsione, sbagliato data su un governo che ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare. Naturalmente non sarà così. Probabilmente il governo non cadrà, non ora, ma Berlusconi anche se Prodi non cade con la finanziaria proseguirà con la stessa strategia mirante a farlo cadere subito o appena possibile. Sia perché il tempo stringe e gli anni passano e sia perché è nel suo Dna lottare per avere un risultato subito. Questa insistenza sembra essere controproducente, ma il lato curioso della cosa è che potrebbe anche riuscirgli, come è già successo, stupendo tutti.

Giuliano Ferrara in un suo editoriale su Panorama, ritiene che questo sia un errore e che per Berlusconi sarebbe meglio attendere e cercare di creare le condizioni “per offrire l’ipotesi di un ritorno diverso dal girone di andata, con più spazio per tutti e non solo meno tasse per tutti, una specie di ouverture sarkozista”. Più spazio per tutti? Cosa significa? E questo migliorerebbe la situazione? Non ho capito…

Io credo che la politica italiana sia prigioniera di sé stessa ed incapace di rigenerarsi. I francesi lo avevano già fatto diverse volte in passato, prima di Sarkozi, cambiando radicalmente direzione. Gli italiani hanno votato per oltre mezzo secolo la Democrazia Cristiana ed ancora oggi il premier è uno di loro. Non è cambiato nulla. Anche gli uomini sono gli stessi e questo governo è tenuto in piedi da un ex mafioso ed un cocainome, entrambi ex democristiani, per non parlare degli altri ex presidenti della Repubblica anch’essi ex democristiani. Di quale cambiamento si parla? Di nome? Ma allora i pre-post-effettivi comunisti sono rei recordman a livello mondiale!

Per quanto i cinque anni di governo Berlusconi siano stati molto meglio di quanto sostengono i suoi denigratori, tuttavia l’ipotesi di rivivere pari pari altri cinque anni così, lascia alquanto perplessi perfino i suoi sostenitori, che gli rimproverano alcune cose. Come la riforma della magistratura tesa ad assicurare una giustizia da Paese avanzato e non questa che ci pone al 71° posto nel mondo per mancanza di libertà. Si dirà che questo è stata colpa del mediocre Casini e del modesto Fini, che lo hanno intralciato a più riprese. Ma ripetere lo stesso programma, credo che non sia consigliabile.

E’ questo, secondo me, il punto focale: Berlusconi da solo non può governare e con questi alleati mediocri ed inaffidabili, di riforme se ne vedranno poche. A questo occorre prendere atto che i danni apportati da questo governo sono davvero enormi e non sarà facile mettervi mano. Si aggiunga anche che hanno messo in ogni più piccola poltrona di comando dei loro uomini che renderanno difficile la vita al nuovo esecutivo. Smontare e riparare i danni arrecati sarà una impresa da far tremare i polsi.

E’ vero che la caduta dell’odioso Prodi con il suo codazzo di veterocomunisti ormai fuori dal tempo, fuori dalla storia, fuori da ogni buonsenso è una ipotesi sognata dalla maggior parte degli italiani. Ma l’alternativa deve essere nuova, convincente e con progetti condivisi dall’opinione pubblica, altrimenti la cosa diventa rischiosa.

Berlusconi ci ha abituati a colpi di scena quando meno ce l’aspettavamo. La rivincita va bene, ma da sola non basta. I suoi estimatori ci contano e d’altronde non mi pare che ci siano altre alternative, a meno di non prendere in considerazione un Casini o un Fini, cosa che mi pare quantomeno stravagante e impraticabile. Sarebbe come tentare di scrivere su entrambi i lati del foglio nello stesso tempo.

Io credo che sia impossibile rimediare a tutto questo, anche per Berlusconi. Per questo, ci credo.