
L’informazione italiana, isterica come sempre, in occasione del G20 ha fatto solo gossip. In particolare le “gaffes” vere o presunte dei nostro premier, peraltro tutte smentite dai diretti interessati: Buckingham Palace ha dichiarato che non ci sono state gaffes, l’atmosfera era allegra e rumorosa e la regina non ha bacchettato il Silvio; la Merkel sapeva della telefonata con Erdogan e non era affatto seccata; Obama ha ringraziato Silvio per aver mediato con la Turchia ed ha avuto parole di stima per il nostro Paese.
Ma in realtà le vere notizie, forse le uniche uscite dal G20, sono state due. Ignorate dalla stampa italiana, ma ampiamente diffuse su scala planetaria. Eccole.
La prima discende nettamente dalla seconda, quindi parliamo di quest’ultima. Il G20, secondo i più accreditati osservatori mondiali è stato in realtà un G2: Usa-Cina, per intenderci. Per la prima volta la Cina non solo entra prepotentemente tra le grandi potenze mondiali, ma lo fa alla pari degli Usa. Questo riconoscimento di Obama ha due conseguenze pratiche di non poco conto: gli Usa non sono più la massima potenza mondiale e l’Europa passa automaticamente ad un ruolo marginale quanto a importanza. In parole più semplici, mentre cambiava l’intero ordine mondiale, la stampa italiana si occupava, come sempre, di “pinzillacchere” come avrebbe detto il grande Totò.
Obama, non solo ha ammesso al suo fianco di potenza la Cina, ma ha sottolineato che in caso di attacchi di AlQaeda, l’Europa è più esposta degli Stati Uniti, perché noi i terroristi li abbiamo accolti e rifocillati a casa nostra, cosa che gli Usa non hanno certo fatto. Quindi ha invitato l’Europa a darsi da fare a fornire aiuti in Afghanistan e Irak, perché gli Usa fanno già abbastanza, nel nostro interesse.
Ultima nota, stavolta più lieta: sia Usa che Cina hanno dichiarato che ora “si intravede una luce in fondo al tunnel della crisi”. E questo è un fatto molto positivo. Per due motivi. La Cina, pur alle prese con venti milioni di migranti interni, ha finanziato con cifre ingenti il debito Usa. Se Obama non mente e vede una luce in fondo al tunnel, è una buona notizia per il mondo intero: perché la crisi è stata generata negli Usa e negli Usa si deve risolvere.
L’Italia, non paga della crisi è anche alle prese con un terremoto devastante, per la gente d’Abruzzo e per l’economia. Non la voglio mettere in politica, ma sono felice che non ci siano Prodi, Padoa Schioppa e Visco con le loro tasse e la loro ormai mitica e conclamata incapacità: non parlo del terremoto, mi fermo solo ai rifiuti da loro irrisolti di Napoli e basta così che hanno lasciato dov’erano: a Napoli, appunto. E’ rimasto Amato, vice di Craxi rimasto miracolosamente illibato e che cosa ha proposto? Una tassa! Ecco cosa ci avrebbe aspettato!
Tuttavia l’Italia ha superato come Pil l’arrogante Inghilterra e se la sta cavando meglio di molti altri Paesi europei, Francia compresa. Lo dicono i numeri, l’aumento in alcuni settori, il mercato dell’auto è in ripresa, i movimenti nei porti sono in aumento. Ma lo dice anche la nostra vita di tutti i giorni. I supermercati sono pieni di merce e di acquirenti, nel giorno di Pasqua malgrado il maltempo le autostrade erano piene di auto, anche se si è speso ma con giudizio. Tremonti ha detto: “Tutte le crisi finiscono e finirà anche questa. Quando finirà, «il mondo sarà diverso», con più lavoro e meno finanza, che trasferisce ricchezza ma non la «crea, un mondo più basato sulla tradizione».
Io ci credo. E credo che se il lavoro, quello vero e autentico e non quello fatto di carte fasulle e di lavori parassitari, ritornerà al suo primato come merita, nessuno meglio dei piccoli e medi imprenditori italiani potrà tirarci fuori da questa crisi, creata da speculatori nullafacenti. Se questo era il prezzo da pagare per vederli ritornare nelle fogne da cui sono usciti e non doverli più mantenere col nostro lavoro, potrebbe esserne valsa la pena, dopotutto.

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