
Scrive il Corriere di oggi, che dopo Mieli, sembra addirittura essere peggiorato: “È polemica tra Sky e Pdl. Dopo la messa in onda del film 'Shooting Silvio', gli esponenti del centrodestra criticano duramente la scelta dell'emittente satellitare”.
E chi è ilPdl nell’immaginario di Flebuccio De Bortoli? Nientemeno che Piero Testoni e Beatrice Lorenzin, del Pdl. Che questi due deputati possano ingaggiare una polemica con Sky, e prendere per il cravattino Murdoch può sembrare eccessivo.
La materia del contendere è che sulla emittente di Murdoch è andato in onda il film “Shooting Silvio” (Spara a Silvio) storia di un giovane scrittore che desidera diventare l'assassino di Berlusconi, opera prima di Berardo Carboni uscita nel 2007.
Tra gli attori un’apparizione anche per Marco Travaglio, tra gli autori uno del gruppo di Blob, è girato da un giovane regista, Berardo Carboni, un abruzzese e poco importa che il protagonista sia uno con cui non vien voglia di identificarsi affatto; o che il regista oggi dica «non lo rifarei» (ed elogi il premier per l’Abruzzo, «quello che ha fatto è encomiabile, è sbagliato dire che non doveva andare all’Aquila»).
Qualcuno ha detto “Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa”. E sul regista abruzzese, di pietre ne sono cadute tante. E chi deve toglierle, anche a chi lo ha insultato, è proprio Silvio. Non è sfortuna, è ben altro: è questa la vera sfortuna di talune persone improvvisate.
Silvio non sparerebbe mai, nemmeno nell’immaginario, al modesto regista di una sinistra sgangherata perché, come si dice dalle mie parti: “Sarebbe come sparare a uno mentre è al cesso”.
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