
La forbice delle previsioni oscilla dal 5 all’8% in meno. A questo punto potrebbe succedere di tutto, come ammette il gruppo dirigente. Microscissioni a catena con lenta eutanasia del partito o l’offerta agli ex Ds di riprenderne possesso in modo deciso, perdendo così i moderati che già sono in trattativa con Casini.
Tuttavia per ora bisogna attendere i risultati delle elezioni. Il congresso del Pd è fissato per ottobre, ma probabilmente si comincerà subito dopo il voto. Una cosa è certa tuttavia: i “consigli” di Repubblica che da sempre si pone come mosca cocchiera della sinistra, ha fallito ancora una volta. De Benedetti d’altronde di sconfitte è uno che se ne intende, specialmente ogni volta che ha incrociato Berlusconi. L’unico risultato che il Pd ha raccolto assieme a Repubblica è stato quello di sporcare l’immagine dell’Italia all’estero, dove naturalmente preferivano l’incapace Prodi al dinamico Berlusconi.
Ora, troppo tardi e a poche ore dalle urne, il nuovo slogan del Pd sembra essere diventato “Oltre il 25% o si muore!”. Si passa insomma dagli insulti di Franceschini ai figli del premier e la spocchia di D’Alema ad una nuova strategia più adatta alla circostanze: si mira decisamente a impietosire l’elettore! Tra due giorni sapremo se l’operazione è riuscita o meno.

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