domenica 5 luglio 2009

Michele Salvati ed il convitato di pietra


Nell’editoriale di oggi, Salvati sul Corriere della Sera inizia in modo inusuale smentendo cioè un suo collega del calibro del prof Angelo Panebianco e scrive:

“Magari le questioni sulle quali il prossimo congresso del Pd si dividerà fossero quelle descritte da Panebianco nel suo editoriale di martedì scorso! Di queste — la crisi della sinistra europea, l'incapacità di quella italiana di fare i conti col suo passato, l'amalgama non riuscito tra ex comunisti ed ex democristiani, i rapporti col sindacato, gli innesti liberali in un corpo non liberale... — si discuterà di certo, e con accenti differenti, ma non saranno le vere ragioni del contendere. È anzi probabile che saranno usate come pretesti per esprimere un dissenso profondo che serpeggia nel partito e ha a che fare con una questione del tutto diversa”.


Dopo di che il Salvati si avventura in una disquisizione sui personaggi e sui tormenti che animano la sinistra con un lessico fumoso e vagamente incomprensibile, segno che conosce bene i suoi polli, facendone parte attiva. Linguaggio che l’elettorato di sinistra disdegna perché incomprensibile e preferisce la chiarezza rozza della Lega e di Di Pietro che parla come un albanese da poco in Italia ma è percepito bene dai comunisti nostrani, per normale affinità elettiva e base culturale. L’attuale Pd deve molto al Salvati ideatore di questa creatura rivelatasi una intuizione errata e destinata alla sconfitta certa. Infatti conclude:

“Se i difensori del modello bipolare e del Partito Democratico come incontro-fusione delle culture riformiste laiche e cattoliche non danno battaglia, se non denunciano apertamente quella che per loro è una marcia indietro verso la Prima Repubblica, hanno già perso il congresso. Per loro si presenta un dilemma. Conflitto aperto, col rischio di traumi seri per il partito: questo non garantisce certo una vittoria, ma la rende possibile. Oppure quieto vivere e sconfitta sicura. Vedremo presto quale corno verrà scelto”.


Salvati farebbe bene ad occuparsi delle piccole beghe di una sinistra che ormai esiste solo nella sua fantasia e di pochi altri e a non invocare Angelo Panebianco, che non ha mai conosciuto i fallimenti delle idee balzane dei Salvati e dei suoi “compagni”. Siamo alle comiche finali. Parafrasando Woody Allen, un vero sinistro come Salvati invece di scrivere un pezzo inutilmente lungo faceva prima a dire: “Il Pd si trova oggi ad un bivio. Una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene”.

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