
Nell’editoriale di oggi, Salvati sul Corriere della Sera inizia in modo inusuale smentendo cioè un suo collega del calibro del prof Angelo Panebianco e scrive:
“Magari le questioni sulle quali il prossimo congresso del Pd si dividerà fossero quelle descritte da Panebianco nel suo editoriale di martedì scorso! Di queste — la crisi della sinistra europea, l'incapacità di quella italiana di fare i conti col suo passato, l'amalgama non riuscito tra ex comunisti ed ex democristiani, i rapporti col sindacato, gli innesti liberali in un corpo non liberale... — si discuterà di certo, e con accenti differenti, ma non saranno le vere ragioni del contendere. È anzi probabile che saranno usate come pretesti per esprimere un dissenso profondo che serpeggia nel partito e ha a che fare con una questione del tutto diversa”.
Dopo di che il Salvati si avventura in una disquisizione sui personaggi e sui tormenti che animano la sinistra con un lessico fumoso e vagamente incomprensibile, segno che conosce bene i suoi polli, facendone parte attiva. Linguaggio che l’elettorato di sinistra disdegna perché incomprensibile e preferisce la chiarezza rozza della Lega e di Di Pietro che parla come un albanese da poco in Italia ma è percepito bene dai comunisti nostrani, per normale affinità elettiva e base culturale. L’attuale Pd deve molto al Salvati ideatore di questa creatura rivelatasi una intuizione errata e destinata alla sconfitta certa. Infatti conclude:
“Se i difensori del modello bipolare e del Partito Democratico come incontro-fusione delle culture riformiste laiche e cattoliche non danno battaglia, se non denunciano apertamente quella che per loro è una marcia indietro verso la Prima Repubblica, hanno già perso il congresso. Per loro si presenta un dilemma. Conflitto aperto, col rischio di traumi seri per il partito: questo non garantisce certo una vittoria, ma la rende possibile. Oppure quieto vivere e sconfitta sicura. Vedremo presto quale corno verrà scelto”.
Salvati farebbe bene ad occuparsi delle piccole beghe di una sinistra che ormai esiste solo nella sua fantasia e di pochi altri e a non invocare Angelo Panebianco, che non ha mai conosciuto i fallimenti delle idee balzane dei Salvati e dei suoi “compagni”. Siamo alle comiche finali. Parafrasando Woody Allen, un vero sinistro come Salvati invece di scrivere un pezzo inutilmente lungo faceva prima a dire: “Il Pd si trova oggi ad un bivio. Una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene”.

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